Sughero, plastica, vetro, alluminio: la guerra dei tappi non è ancora finita e le cantine italiane devono scegliere da che parte stare
Il mercato delle chiusure per vino vale globalmente oltre 8 miliardi di euro e sta attraversando la sua trasformazione più rapida degli ultimi cinquant'anni. Tra sostenibilità, percezione del consumatore e performance tecnica, le cantine italiane si trovano a dover fare scelte che avranno conseguenze commerciali di lungo periodo. Una guida tecnica per orientarsi.
Se esiste un oggetto che sintetizza meglio di qualsiasi altro le contraddizioni della viticoltura contemporanea è il tappo. Piccolo, apparentemente secondario rispetto al contenuto della bottiglia, il sistema di chiusura è in realtà il punto di convergenza di tensioni diverse e spesso in conflitto: tradizione contro innovazione, percezione del consumatore contro performance tecnica oggettiva, sostenibilità ambientale contro costi di produzione, mercati conservatori contro mercati aperti al cambiamento. Ogni scelta in questo campo comunica qualcosa al consumatore prima ancora che apra la bottiglia, e quelle comunicazioni non sempre coincidono con le intenzioni del produttore.
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